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Quando le tue battute sono già scritte, scegli «Incolla il tuo copione» nello strumento «Storia» (o «Video lungo»). L’app riconosce il dialogo, lo recita parola per parola, e fa di ogni personaggio che parla un membro del cast. Non aggiunge ruoli e non riscrive le tue righe.
Lo stesso formato funziona in «Descrivi la tua idea»: appena l’app vi trova almeno quattro battute, le mantiene così come sono. La modalità «Incolla il tuo copione» serve soprattutto a dirlo chiaramente.

Il formato di una riga

Una battuta per riga: il nome, un’indicazione di recitazione facoltativa tra parentesi quadre, due punti, la battuta.
La parentesi quadra è il posto per tutto ciò che un semplice elenco di ritmi non sa dire: [sussurra, sul punto di piangere], [velocissimo, senza respirare], [mentre mastica].

Le inquadrature senza parole

Due modi per scrivere un momento muto:
  • Nome [azione] senza due punti: un’inquadratura su quel personaggio, che non dice nulla.
  • [SILENZIO …] da solo sulla sua riga: un’inquadratura muta che non è attribuita a nessuno. Descrivi ciò che si vede.

La voce fuori campo

Una riga attribuita a Narrator, VO o Voice over viene detta fuori campo. Non è un personaggio: non viene mai disegnato.
Scrivi Narrator o VO. Parole italiane come «Narratore» o «Voce fuori campo» non sono riconosciute come narrazione: l’app le tratterebbe come un personaggio e lo disegnerebbe.

Un esempio completo

L’app legge qui due personaggi (Kevin e la cassiera), sette battute dette, due inquadrature mute e circa 12 secondi di video. La prima riga, in prosa, non viene recitata: viene trasmessa alla divisione in inquadrature come indicazione di regia. L’app deve separare il tuo dialogo da tutto ciò che lo circonda (titoli, note, istruzioni). Si basa su due regole, e conoscerle evita brutte sorprese.
1

Un vero personaggio parla almeno due volte

Una riga come STORIA: Kevin vuole prelevare dei soldi ha la forma di una battuta. Ciò che la tradisce è che «STORIA» compare una volta sola. I nomi che ritornano sono i personaggi.
2

Il dialogo è un blocco

Il blocco va dalla prima all’ultima battuta di un personaggio che ritorna. All’interno, tutto viene mantenuto, anche un personaggio che parla una volta sola. All’esterno, nulla viene recitato.
Una battuta isolata proprio all’inizio o proprio alla fine, detta da qualcuno che parla una volta sola, cade fuori dal blocco e non viene recitata. Un [SILENZIO …] dopo l’ultima battuta nemmeno. Qui, «Direttore» e «Poliziotto» saltano:
Per mantenerli, falli parlare una seconda volta, oppure fai iniziare e finire il dialogo da un personaggio che ritorna. La voce fuori campo, invece, conta sempre: una narrazione alla prima o all’ultima riga viene mantenuta.
Altre regole utili:
  • Almeno quattro battute. Al di sotto, il testo viene letto come un’idea, e l’IA scrive le sue battute.
  • I campi di storyboard non sono personaggi. Dialogue:, Shot:, SFX:, Prompt:, Camera:, Scene: e simili (in inglese) sono riconosciuti come intestazioni, mai come persone che parlano.
  • I titoli markdown vengono ignorati. Una riga che comincia con # non è mai una battuta.
  • Il grassetto viene tolto dai nomi. **Paolo**: … dà il personaggio Paolo.

La durata viene dal copione

Un copione non viene né allungato né compresso: è lui a fare la durata, non l’impostazione. L’app la stima così:
Per un video di 30 secondi senza inquadrature mute, punta a circa 100 parole di battute. Il riepilogo dell’assistente mostra «Durata del copione» una volta incollato il testo.
Per un gancio forte, la prima battuta deve portare la posta in gioco. Niente «Ciao» né presentazioni: si entra nella scena nel momento in cui tutto cambia. Vedi Le regole di un buon prompt.
Ciò che è scritto prima della prima battuta o dopo l’ultima viene trasmesso alla divisione in inquadrature come nota: il luogo, l’atmosfera, la composizione, il ritmo. Scrivilo con frasi semplici.
Una riga di prosa infilata tra due battute non viene né recitata né trasmessa. Per un’indicazione che riguarda un momento preciso, mettila nella parentesi della battuta (Malik [si alza, di spalle alla finestra]: …) oppure falla diventare un’inquadratura muta ([SILENZIO, la luce del corridoio si spegne]).
Per mostrare testo a schermo, usa un marcatore sulla sua riga ([CARD], [COUNTER], [BANNER]…), per cartelli, contatori ed etichette animati. Vedi Le grafiche a schermo.
Una scritta indicata in prosa o nella parentesi di una battuta (per esempio «testo a schermo: 3:12») non viene riconosciuta come grafica a schermo: è solo un’indicazione di regia, e il modello d’immagine potrebbe disegnarla male. Per un testo affidabile, usa sempre un marcatore.

Gli errori frequenti

Giulia (bionda, 30 anni, cappotto rosso): … mescola aspetto e recitazione. L’aspetto va in «Personaggi» dei riferimenti, la recitazione nelle parentesi quadre.
Niccolò poi Niccolo danno due personaggi diversi: le maiuscole vengono ignorate, gli accenti no. Mantieni esattamente lo stesso nome.
Punta a 8 parole per frase al massimo. Una lunga tirata diventa un’inquadratura immobile in cui non si muove niente.
Le battute scritte Nome: battuta vengono riconosciute anche in mezzo a uno storyboard. Ma una battuta messa in un campo (Dialogue: Niccolò: Hai sentito?) non lo è, e le righe «Image:», «SFX:» messe tra due battute vanno perse. Tieni una battuta per riga, e metti le indicazioni di inquadratura nelle parentesi quadre.